LA STORIA - 2° VENTENNIO (1983-2003)

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Dopo l’amara retrocessione nella stagione 1981/82 dalla 1^ alla 2^ categoria, si aprirà per la società del “Balcone delle Marche” uno dei periodi più belli della sua storia calcistica ormai quarantennale.
Tre le persone che, in un modo o nell’altro, lasceranno un segno indelebile nella storia di questa società: ai vertici societari arriva il “Presidentissimo”, l’indimenticato Cav Sante Marchegiani mentre alla guida tecnica della squadra Carlo Cappanera prima e Domenico Salvi poi, apriranno un ciclo vincente proiettando i colori biancorossi verso grandi traguardi sportivi.
Il presidente Marchegiani resterà in carica per quattro anni portando la squadra dalla 2^ categoria all’Interregionale, lasciando ai suoi successori (Santamarianova, Mogianesi e Giulio Pelagagge) una struttura societaria solida e collaudata.
Mister Cappanera trionferà in due campionati consecutivi: in 2^ categoria (1982/83) e l’anno successivo in 1^ categoria portando la squadra in Promozione.
Una citazione particolare merita la formazione della stagione 1982/83 che battè ogni record non solo a livello regionale ma anche nazionale: tutti i media ne parlarono.
Quella squadra vinse il campionato di 2^ categoria conquistando ben 56 punti su 60 a disposizione, collezionando 26 vittorie e 4 pareggi, stabilendo il record di vittorie interne ed esterne, il maggior numero di reti segnate in casa e fuori, così come la difesa che risultò la meno perforata, il distacco dalla 2^ classificata a fine campionato fu di ben 15 punti.
Quella squadra, costruita dal Presidente Marchegiani e da mister Cappanera, era nata non solo per vincere ma anche per strabiliare e divertire il numeroso pubblico che ogni domenica accorreva allo “Spivach”.
I protagonisti rispondevano ai nomi di Cristiano Cristiani (il più grande bomber che abbia mai vestito la casacca biancorossa con passato calcistico in serie A ad Udine ed in serie B e C con il Fano), Marino Apostoli (il classico libero anche lui con trascorsi in serie A e B), Rossini (il portiere-saracinesca di professione d.j. di notte e bagnino di giorno) Leonardo Boldrini (detto “l’Ape Maia”: un mediano “quattro polmoni” con il più bel cross dal fondo, in corsa, delle Marche!), Zitti Serse (anche lui un grande attaccante: “un rapinatore d’area” con il fiuto del gol molto spiccato), Maurizio Schiavoni ed altri: tutta gente di “categoria superiore” (per usare un eufemismo).
La rosa della squadra era poi completata da giovani locali di belle speranze quali Cesare Bartoloni, Maurizio Branchesi, Francesco Ippoliti, Carlo Capogrossi e Mirco Mazzieri. Quest'ultimo, all'epoca 19enne chiamato in campo da mister Cappanera all'indomani del grave infortunio occorso al bomber Cristiani (rottura del perone che lo fece saltare 14 partite), realizzò ben 12 reti contribuendo alla vittoria finale.
L’anno successivo (1983/84), con pochissimi ritocchi, fu un gioco da ragazzi trionfare nel campionato di 1^ categoria e vincere il titolo regionale. Nel gruppo vincente oltre ai riconfermati Strappa, Boldrini, Cristiani, Schiavoni, Rossini, Francioni, Tantucci, Massaccesi, Ippoliti, Zitti Tony, Trillini entrarono a far parte anche Petraccini, Montesi, Fiori, Giattini e Menichelli (richiamato a sostituire Mazzieri impegnato nel servizio di leva).
Per la sua prima esperienza nel campionato di promozione (s.s. 1984/85) la Cingolana si affida a Renato Bussolari ex gloria dell’Ancona anni ’70 (in serie C).
L’esperienza del tecnico anconetano fu sfortunata e breve tanto che, nel novembre ’84, con la squadra terz’ultima in classifica, Bussolari viene esonerato e al suo posto viene chiamato il maceratese Domenico Salvi.
Inizia la cosiddetta “Era Salvi” che durerà quasi 5 anni e che ancora oggi sarà ricordata come la più gloriosa della storia biancorossa. La Cingolana infatti approda nel Campionato Interregionale (oggi Campionato Nazionale Dilettanti) e vi resta per ben tre anni: un traguardo fino a pochi anni prima impensabile per una piccola città come Cingoli.
Alla fine della stagione 84/85, Salvi porterà la Cingolana al 3° posto e valorizzerà diversi giovani del vivaio locale.
La stagione successiva (1985/86), rispettando il programma concordato con la dirigenza, il buon Domenico centra subito un grande traguardo: vince il campionato di Promozione e, dopo un memorabile spareggio contro la Sangiustese di Gambogi, giocato allo stadio “Roccheggiani” di Falconara, al quale assisterono circa 5000 spettatori, conquista l’Interregionale. Una partita “storica” che ancora oggi viene ricordata come una delle più entusiasmanti. I biancorossi passarono in vantaggio con un gol incredibile da 40 metri di Dario Gallenzi che mandò la palla ad infilarsi nel “sette”, furono raggiunti allo scadere del 1° tempo da un gol del bomber Palini, per poi passare definitivamente in vantaggio a metà del 2° tempo supplementare con David Mugianesi su assist del sebentrato Paolo Massaccesi: due cingolani purosangue, un segno del destino! Ricordiamo la storica formazione messa in campo da Salvi in quel memorabile 18 maggio 1986:

Recanatesi, Fiori, Carloni (71’ Massaccesi), Gallenzi, Marco Maiolatesi, Strappa, Giattini (52’ Tartarelli), Antinori, Bedini, Mugianesi, Giorgio Maiolatesi. A disp. Trillini, Fabrizi, Chiariotti.

Questa invece la Sangiustese di Gambogi: Ciocci, Corradini, Iobbi, Cesetti, Ricci, Sopranzetti, Curzi (83’ Svampa), Ciucci, Palini (Rita ’99), Evangelisti, Silveri. A disp. Zampolini, Brillarelli, Contigiani.

Arbitro: Ruggero di Nocera Inferiore.
Reti: Gallenzi (C) al 32’, Palini (S) al 45’, Mugianesi (C) al 102’.
Note: Spettatori 5000 circa. Ammoniti: Antinori, Mugianesi, Evangelisti. Espulsi: l’allenatore della
Sangiustese Gambogi al 109’ per proteste, Svampa al 112’ per scorrettezze ed Antinori al 117’ per doppia ammonizione. Angoli 9-3 per la Sangiustese.

Vale la pena ora di parlare di mister Domenico Salvi che ha regalato ai colori biancorossi grandi soddisfazioni e successi indimenticabili. L’uomo che nello spareggio fu costretto a rinunciare al “gladiatore” allora 17enne Enrico Tittarelli perché squalificato, e che, come titolarono i giornali dell’epoca, indovinò proprio tutto. Dopo pochi minuti del 2° tempo infatti Salvi inserì il difensore centrale Tartarelli al posto del centrocampista Giattini per non soffrire sulle palle alte in area preda molto spesso di Palini, mentre al 71’ mandò nel mezzo Massaccesi al posto del fluidificante Carloni, spostando il Mugia sulla trequarti: tutte mosse vincenti!!
Domenico Salvi (“Domè” come veniva chiamato dai suoi ragazzi) infatti, con l’assenso della società, oltre ad essere il responsabile tecnico impersonificava diversi ruoli che oggi rispondono alla qualifica di Direttore Generale, Direttore Sportivo, Team Manager, Addetto Stampa. Era lui infatti che visionava i giocatori e, insieme alla società raggiungeva l’accordo economico, era lui che organizzava le trasferte in pullman, era lui che contattava i ristoranti e gli alberghi, era lui che teneva i rapporti con i giornalisti indicando loro ciò che si doveva scrivere della Cingolana. Un grande allenatore ed un grande uomo che aveva fatto del “gruppo” la sua forza. Infatti, proprio all’interno dello spogliatoio era riuscito a creare un gruppo unito e vincente con i suoi ragazzi che poi lo hanno ripagato con grandi successi, instaurando anche dei sani rapporti sul piano umano.
L’anno successivo in Interregionale (1986/87) gli avversari si chiamano Chieti, Vasto, Lucera, Corato, Penne, Manfredonia, Trani, Molfetta (città di oltre 100 mila abitanti), mentre Cingoli di anime ne conta appena 10 mila. Sono gli anni di grandi giocatori qualii Recanatesi, Musarra (si avete capito bene il portierone che, dopo aver difeso la porta di Ascoli e tante altre squadre, milita ancora nei professionisti: a Cesena in serie C), Fiori, i fratelli Maiolatesi, il “romanaccio” Donati, Gasparrini, il filottranese carloni, Carancini, il treiese Tartarelli, lo jesino Scorcelletti, Antinori, Gallenzi il bomber Andreozzi, Persiani e i cingolani Andrea Strappa, “Mugia” (David Mugianesi), il 18enne Enrico Tittarelli, il 16enne Massimo Marchegiani oltre a giovanissimi Simone Ultimi, Giuseppe Bartolucci e Francesco Massei. Ebbene la Cingolana di Salvi, al cui vertice dirigenziale si era intanto inserito Osvaldo Santamarianova, da matricola, disputa un grande campionato raggiungendo un’ottimo 11° posto finale. Alla 4^ di campionato a Cingoli si gioca Cingolana- Vastese e arriva, da Viareggio, per la direzione della gara un certo …. Pierluigi Collina; il campionato sarà vinto dai nero-verdi del Chieti che proprio nell’ultima di campionato (4 maggio ’87) sono di scena a Cingoli. Ai biancorossi basta un punto per la salvezza matematica mentre il Chieti è già in C2. Un’impresa non facile anche perché nelle cui file degli abruzzesi militavano giocatori del calibro del bomber Sgherri, del libero Genovasi, De Juliis, Valà, Cardaccia Fiaschi Ilari e tanti altri: alla fine sarà 0-0 e la Cingolana rimane nell’Interregionale.
Nel secondo anno di Interregionale (1987/88) è la volta di Fulvio Mogianesi a ricoprire la carica di Presidente. La Cingolana viene inserita nel girone centro-nord (Marche-Umbria-Toscana), le trasferte sono un pochino meno difficoltose, il girone è più “tecnico” e meno “agonistico”, le avversarie questa volta sono Poggibonsi, Certaldo, Castefiorentino, Castellina in Chianti, Città di Castello, Elettrocarbonium Narni, Narnese.
Arrivano altri giocatori: i difensori Faraone e Mantovani, la punta Cervigni, ii centrocampisti quali il camerte Solvetti (“l’avvocato”) e il settempedano Travaglini, anche il giovane locale Giuseppe Zitti farà la sua comparsa. Sarà un campionato difficile in cui la squadra di Salvi si classificherà al 13° posto. Per ottenere la salvezza bisognerà battere, in uno spareggio fratricida, l’altra marchigiana la Castefrettese. Al “Diana” di Osimo la Cingolana compie l’impresa: vince 1-0 con una rete di “Checco” Antinori e rimane in Interregionale (la Castefrettese verrà poi ripescata).
Nel terzo e ultimo anno di permanenza in Interregionale (1988/89), che concide con l’avvento di Giulio Pelagagge a Presidente della Cingolana, succede l’imponderabile. La squadra di Salvi sta giocando un buon calcio, i risultati e la posizione in classifica ne sono la dimostrazione. A sette giornate dal termine i biancorossi occupano una posizione quasi di centro classifica: i punti fatti sono 25 e sono ben sette le squadre che la Cingolana precede. Ebbene le restanti gare, complice anche molta sfortuna, sono un calvario, la paura comincia ad affiorare: basterebbe conquistare 2 punti per la salvezza ma la Cingolana non ci riesce: in 7 gare raccoglie solo 1 punto e retrocede!!
Nel 1989/90 la Cingolana, dunque, ritorna nel campionato di Promozione; alla conduzione tecnica verrà chiamato Marco Venturini, famoso già all’epoca per il suo modulo di gioco: un 4-4-2 “Sacchiano” dove la zona pura in difesa con i quattro difensori in linea era una prerogativa. Alla fine la Cingolana otterrà un ottimo 5° posto, diversi giovani locali verranno lanciati in prima squadra. Uno su tutti si farà valere: il 18enne Simone Ultimi, anche se non era del tutto inattesa la sua “ribalta”.
Il 1990/91 e il 1991/92 e 1992/93, sempre in Promozione, sono per la Cingolana tre anni interlocutori, di transizione. I risultati non sono dei migliori, gli allenatori “bruciati” sono parecchi, i tifosi perdono un po’ di fiducia.
Nel primo di questi tre anni è il maceratese Giuseppe “Pino” Brizi (moltissime presenze in Serie A con la maglia viola della Fiorentina, vincitore dello scudetto 1968/69) a condurre la squadra ad un mediocre 10° posto.
L’anno successivo le cose non è che vanno molto meglio: gli allenatori che si succedono sulla panchina biancorossa sono due. Inizia Claudio Mencarelli, mentre sarà Carlo Cappanera (un ritorno di fiamma) a “traghettare”, da febbraio ’92, la squadra fino alla fine del campionato ottenendo l’11° posto.
Nel 1992/93 Carlo Cappanera viene confermato ma la sua esperienza finisce prima di iniziare: infatti, già da settembre la squadra sarà affidata al duo Massaccesi/Falaschini che otterranno un discreto 7° posto finale. Giulio Pelagagge termina il suo quinquennio da Presidente.
L’anno successivo, siamo nel 1993/94, si cerca di dare una svolta al calcio cingolano avvolto oramai da un torpore sempre più intenso. Si inserisce come presidente l’Ing. Ermanno Frontaloni che chiama alla guida tecnica un allenatore giovane emergente: l’anconetano Massimo Bartolini. Il Comitato Regionale Marche della F.I.G.C. L.N.D., per la prima volte istituisce il Campionato di Eccellenza (Girone unico) e due gironi di Promozione (A e B).
La Cingolana viene inserita nel girone A quello “nordista”, prevalentemente composto da squadre anconetane e pesaresi. Bartolini conquisterà un onorevole 7° posto, meritando la fiducia della dirigenza biancorossa che lo riconfermerà anche per l’anno dopo.
Il 1994/95 per i colori biancorossi, dopo tante sofferenze, è un anno entusiasmante. La posizione in classifica della squadra oscilla sempre dal primo al terzo posto. Le promozioni alla serie superiore (Eccellenza) saranno due: la Cingolana spera di esserci. Tutto và a gonfie vele fino a quell’ultima maledetta giornata in cui i biancorossi sono di scena in quel di Cagli. Per ottenere la matematica promozione in Eccellenza basterà ottenere un punto. I biancorossi purtroppo perdono per 1-0 e, per un perverso gioco relativo agli scontri diretti, termina al 3° posto perdendo il treno per la serie superiore.
Nel 1995/96 la Cingolana viene inserita per la prima volta nel girone B “sudista” in cui più che la tecnica la fa da padrone l’agonismo e la grinta. Il Presidente Frontaloni non raggiunge l’accordo con il tecnico Bartolini e chiama al suo posto lo jesino ed ex portiere dal passato anche tra i professionisti, Luciano Barboni. La squadra probabilmente non è stata costruita per fronteggiare un girone così agguerrito e cominciano i primi problemi. I biancorossi stazionano sempre nei bassifondi della classifica.
Alla fine si ottiene il 14° posto (terz’ultimo) ma non basta: per salvarsi occorre effettuare lo spareggio con la 14^ classificata dell’altro girone: la Filottranese.
Il drammatico match si svolge a Jesi e per la Cingolana si mette subito bene: nei primi minuti và in vantaggio con Graziano Bolletta, ma nel 2° tempo i biancorossi vengono prima raggiunti e poi superati 1-2: è una dolorosa retrocessione in 1^ categoria.
Inizia un quinquennio abbastanza buio per la società del Balcone delle Marche che, dopo 12 stagioni, è ritornata amaramente in 1^ categoria. Ermanno Frontaloni rimane in carica come Presidente ma, per sanare il bilancio, è costretto a cedere alcuni dei “pezzi pregiati” locali (vedi il bomber Massimo Marchegiani, il centrocampista Luigi Pallotta e il portiere Andrea Brunacci).
In questa stagione 1996/97 gli allenatori che si succederanno sulla panchina biancorossa saranno tre: Claudio Mencarelli prima, poi nel febbraio ’97, per una gara, Francesco Fabrizi e quindi, fino al termine della stagione, toccherà a Paolo Pigini guidare la squadra che otterrà un anonimo 11° posto.
L’anno dopo, nel 1997/98, sarà ancora un calvario. La squadra è affidata a Massimo Palanca da P. Recanati, grande protagonista nel palcoscenico della Serie A con le maglie di Catanzaro e Napoli negli anni ’70. La squadra non “gira” e a gennaio ’98 arriva l’esonero; al suo posto viene chiamato il cingolano Paolo Massaccesi e alla fine la Cingolana ottiene una salvezza stentata (13° posto). Il Presidente Frontaloni, dopo 5 stagioni, stanco, si dimette.
L’anno dopo inizia l’avventura ai vertici societari Vittorio Tobaldi: siamo nel 1998/99, la squadra viene affidata ad una vecchia conoscenza del calcio cingolano (come giocatore) fin dai tempi dell’Interregionale: Marco Maiolatesi. La squadra è stata costruita per ottenere risultati importanti, ma qualcosa non funziona. A Dicembre ‘98 Maiolatesi viene esonerato (il sesto allenatore in due anni e mezzo) ed anche questa volta si opta per una soluzione “interna”: viene chiamato il cingolano David Mugianesi anche lui vecchia gloria del calcio biancorosso e nazionale (Serie B con la Cremonese, Serie C con Spal, Vigor Senigallia ecc..). . Il “Mugia” guiderà la squadra ad un buon 6° posto finale e si guadagnerà la riconferma per l’anno successivo.
Siamo alla stagione 1999/00 e, anche David Mugianesi resiste fino a Gennaio 2000, dopodiché viene esonerato. Al suo posto vengono chiamati Roberto Compagnucci e Giancamilli. Anche questa sarà una stagione difficile per i colori biancorossi. Alla fine del campionato la Cingolana si classificherà al 9° posto.
La stagione 2000/01 verrà ricordata come la più drammatica dell’ultimo ventennio in quanto culminante con la retrocessione in 2^ categoria dopo ben 18 anni! Una stagione da dimenticare nella quale gioca la sua parte anche la sfortuna. L’allenatore è il cingolano Francesco Fabrizi (attuale V. Allenatore in Promozione). Il girone di andata vede la Cingolana “girare” in seconda posizione: tutto và per il meglio. Nel ritorno la squadra sembra essersi persa, disorientata tanto che Fabrizi viene esonerato a 5 giornate dal termine (aprile 2001).. La squadra viene affidata a Roberto Compagnucci e Maurizio Gagliardini che non possono evitare comunque una clamorosa retrocessione. L’ultimo epilogo di questa maledetta stagione è vissuto ad Ancona nello spareggio play-out perso per 1-2 in casa del Real Conero, dopo aver vinto per 1-0 a Cingoli.
Con la stagione 2001/02 inizierà il riscatto di questa società e, sulla base di una programmazione ben studiata a tavolino e di una classe dirigente rinnovata, si decide di dare una svolta al calcio cingolano e di puntare, in due anni, al doppio salto di categoria. Entrano in società dirigenti giovani, motivati (Marco Pelagagge, Giandomenico e Giorgio Giorgi, Massimiliano Bacelli) che subito portano quella ventata di freschezza, di passione, di voglia di fare che da tempo mancava.
La squadra è affidata all’appignanese Maurizio Gagliardini e, per puntare subito alla promozione, arrivano giocatori esperti e validi quali Alberto Catena e Gigi Gufo (molte presenze in C.N.D. il primo con Gegè di Giacomo ad Osimo il secondo con la maglia della Recanatese), Stacchietti, Saracini, il bomber Marra, il portiere Liuti. La squadra non parte male, ma poi qualcosa all’interno dello spogliatoio comincia a “scricchiolare”. La società capisce in tempo la situazione venutasi a creare e corre ai ripari. Come spesso accade in questi casi, è l’allenatore a pagare per tutti tanto che mister Gagliardini viene esonerato proprio l’ultimo giorno dell’anno (31/12/01) al termine del girone di andata.
Al suo posto viene chiamato lo jesino Giorgio Latini con il quale inizierà un periodo di successi durato due anni paragonabile solo a quello vissuto con Carlo Cappanera dal 1982 al 1984, durante il quale si otterranno due promozioni. Latini riesce subito ad imporsi sia dal punto di vista umano, instaurando ottimi rapporti con i giocatori e con la dirigenza, sia dal punto di vista tecnico dando un gioco bello, ma soprattutto concreto, alla squadra applicando il classico modulo 4-4-2.
Inizia la rincorsa alla prime posizioni: alla fine del campionato solo il Telusiano di M. S. Giusto precede i biancorossi ottenendo la promozione diretta. Per la Cingolana comunque c’è ancora lo spareggio da giocare per ottenere il salto di categoria.
Promozione centrata nell’ incontro vinto per 2-0 sulla Torrese di Torre S. Patrizio (AP) allo Stadio “Della Vittoria” di Tolentino il 12 maggio 2002 grazie ad una bella prestazione collettiva con reti di Alberto Catena (“Kato”) e, quasi allo scadere, di Graziano Bolletta. Si risale in 1^ categoria.
La stagione 2002/03 è storia recente. Latini naturalmente viene riconfermato alla guida tecnica e si punta senza nascondersi, alla promozione. L’ossatura della squadra rimane la stessa e con alcuni importanti “ritocchi” diviene competitiva. Arrivano alla corte di Latini giocatori come Martarelli, Paolinelli, mentre ritornano a Cingoli Fugante e Ultimi. A dicembre Vittorio Tobaldi, dopo quattro anni e mezzo di presidenza, lascia la carica più importante per affidarla a Marco Pelagagge (che segue le orme del padre Giulio già presidente nel quinquennio 1988/89-1992/93) che, insieme al nuovo Direttore Generale Giandomenico Giorgi e a tutto il Consiglio Direttivo, dà subito una “sterzata” cercando, fin da subito, di creare un’immagine vincente e un’organizzazione solida della società.
Viene inaugurata la nuova sede sociale nei locali sottostanti la tribuna del campo sportivo “Spivach” di Via Cerquatti ed attivata una segreteria efficiente: ogni dirigente ha il proprio compito in un’organizzazione nel complesso efficace.
Latini e i suoi ragazzi sono protagonisti di una cavalcata entusiasmante. Ad un certo punto il campionato, dicono gli addetti ai lavori, è praticamente “chiuso”: i biancorossi a meno di un terzo dalla fine hanno nove punti di vantaggio sul Telusiano. Quando la vittoria finale appare oramai scontata, la squadra non appare più brillante come nella parte iniziale della stagione; soprattutto dal punto di vista fisico si nota un certo calo. Diversi sono i pareggi inaspettati contro squadre modeste mentre il Telusiano corre come un treno inanellando vittorie su vittorie (alcune delle quali fortunate e a pochi minuti dal termine). Si arriva così al big match a Cingoli del 25/04/2003 (ultima giornata) con la Cingolana che ha solo tre punti di vantaggio sulla squadra di M.S. Giusto.
Per i biancorossi ci sono due risultati su tre a disposizione per mantenere la prima posizione ed ottenere la promozione diretta. Dopo il vantaggio iniziale ospite dell’ex Marra ci penserà il solito calcio piazzato di Catena a fissare il risultato sull’1-1 che significa Promozione!!! Alla fine del campionato saranno ben 35 le reti messe a segno dal “trio delle meraviglie” Catena-Ultimi-Fugante che risulteranno determinanti ai fini del successo finale.

a cura di Mirco Mazzieri

Si ringrazia per la collaborazione (dati statistici dell'Escursus)
il Sig. Massaccesi Leonardo.